Quale direzione per il cloud nel 2019?

Dal timore iniziale del cloud alla decisione di sceglierlo come elemento chiave dello sviluppo aziendale.


Da tempo ormai il cloud non è più un canale misterioso ma una scelta consolidata tra gli IT manager delle aziende. Se all’inizio la tecnologia riguardava il cloud privato e pubblico, oggi si parla di cloud ibrido e soprattutto multicloud.

Nel corso del 2018 dai dati di IDC è emerso che l’81% delle aziende in tutto il mondo utilizza o prevede di utilizzare il cloud pubblico, mentre l’86% utilizza o prevede di utilizzare il cloud privato. Sono diventati sempre più comuni anche le implementazioni verso il cloud ibrido e multicloud: entro il 2020 oltre il 90% delle aziende sceglierà una strategia multicloud e il 2021 il 70% delle nuove applicazioni aziendali sarà sviluppato come applicazioni cloud-native.

I dipartimenti IT delle aziende operano già con canali multicloud in quanto hanno accettato l’uso di più architetture cloud che si inseriscono in strategie di sviluppo agili, moderne, di facile implementazione e gestione delle applicazioni. L’automazione e le opportunità che tale tecnologia crea nelle strutture e nei team aziendali è considerata la scelta migliore.

Il multicloud è più complesso, ma offre vantaggi significativi


I grandi poli formati da player globali quali Amazon, Microsoft, Google e tanti altri hanno creato ecosistemi sempre più autosufficienti per il fabbisogno di infrastruttura e piattaforma.

Le infrastrutture multicloud offrono vantaggi significativi in termini di flessibilità e risparmio, ma esiste anche un grande svantaggio che deriva dalla scelta verso un’ampia infrastruttura multicloud, ovvero che all’aumentare dei servizi, aumenta la gestione della complessità.

I servizi aumenteranno in modo significativo, si rileva infatti che i 5 trend che caratterizzeranno il futuro digitale ed apriranno la strada a cambiamenti importanti verso le infrastrutture IT e di rete, saranno l’intelligenza artificiale, la blockchain e il 5G. Quest’ultimo aprirà infinite possibilità di trasformazione digitale per via dell’ottimizzazione dei costi attraverso l’hardware open source e la virtualizzazione. Il crescente utilizzo della tecnologia AI nelle aziende: aumenterà l’utilizzo dei dati e la spesa prevista per gli investimenti sulla blockchain, oltre al fatto che le imprese potenzieranno la loro partecipazione a reti condivise.

Sicuramente in tutto ciò si noterà qualche difficoltà per le aziende ad espandere il proprio perimetro di sicurezza ed integrare e gestire le architetture multicloud ibride.

Tra i vantaggi della tecnologia cloud ibrida esiste quello di permettere alle aziende l’ingresso graduale al cloud e testarlo, superare la diffidenza e comprendere meglio se potrà essere la soluzione ideale prima di migrare completamente. Un canale tecnologico che si dovrà scegliere per avvicinarsi alla virtualizzazione e all’ottimizzazione delle risorse.

Ovviamente tali scelte andranno affrontate con esperti del settore senza affidarsi ad “ibridizzazioni” azzardate.

E’ necessaria la convivenza tra “on-premise” e “nuvola”


Le aziende hanno compreso che il cloud può ospitare tutti i principali elementi della loro infrastruttura IT. Questa tecnologia ha conquistato in pochi anni tutti i settori di mercato grazie ad elementi chiave come la scalabilità, la velocità, l’alta affidabilità e l’evoluzione innovativa.

Con il tempo il cloud è uscito dalla fase sperimentale per diventare a tutti gli effetti una tecnologia standard con tassi di adozione interessanti anche in Italia. Va evidenziato però il fatto che molte aziende si orientano ancora tuttavia sul cloud privato che dà un senso di sicurezza sulla localizzazione fisica dei dati, scegliendo la strada di infrastrutture convergenti o iperconvergenti per modernizzare i propri data center.

 

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